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Bosa Sardinia
13 min di lettura
30 novembre 2020

Bosa, il borgo sardo dai mille colori.

Bosa è un piccolo borgo in provincia di Oristano, situato in una delle zone meno turistiche della Sardegna

Il piccolo borgo di pescatori tra i più visitati della Sardegna, famoso per le sue case coloratissime.

Bosa è un piccolo borgo in provincia di Oristano, situato in una delle zone meno turistiche della Sardegna. E’ considerata la Burano sarda per i suoi vicoli coloratissimi e le sue casette caratteristiche; è attraversata dal fiume Temo, tutt’oggi navigabile.

BosaBosa

Bosa: il gioiello colorato della Sardegna tra storia e mare

Case colorate adagiate ai piedi di un castello, vicoli che si arrampicano sulla collina e un fiume che attraversa lentamente il centro abitato prima di raggiungere il mare. Bosa è uno dei borghi più affascinanti della Sardegna e uno di quei luoghi che si riconoscono al primo sguardo.

Ci troviamo sulla costa occidentale dell’isola, in provincia di Oristano, nel territorio della Planargia. Qui il paesaggio è diverso da quello delle località balneari più conosciute: è più raccolto, silenzioso e legato a una Sardegna fatta di piccoli centri, tradizioni artigiane e ritmi ancora scanditi dalla natura.

Bosa è una città di fiume e di mare, ma è soprattutto un borgo da scoprire camminando. Bisogna attraversare il lungofiume, entrare nei vicoli del quartiere medievale di Sa Costa e salire, un passo alla volta, fino al Castello di Serravalle.

Bosa, il borgo colorato sul fiume Temo

La prima cosa che colpisce arrivando a Bosa è il colore.

Le abitazioni del centro storico, costruite una accanto all’altra sul pendio della collina, formano un mosaico di facciate rosa, gialle, verdi, azzurre e color ocra. In cima, quasi a sorvegliare il borgo, si riconosce il profilo del Castello dei Malaspina.

Per questa particolare conformazione Bosa viene spesso chiamata la “Burano sarda”. Il paragone aiuta a immaginarne i colori, ma il borgo possiede un’identità completamente diversa, legata al fiume Temo, alla cultura della Planargia e a una storia molto più complessa di quanto suggerisca la sua immagine da cartolina.

Secondo un racconto tramandato nel tempo, i colori delle abitazioni aiutavano pescatori e marinai a riconoscere la propria casa quando rientravano al borgo. Non esistono testimonianze storiche certe che confermino questa spiegazione, ma la storia continua a essere raccontata e fa ormai parte dell’immaginario legato a Bosa.

Qualunque sia l’origine di questa scelta, il risultato è uno dei centri storici più originali della Sardegna.

Bosa – Foto di Elena Murgia

Il Temo, il fiume che attraversa la città

Non si può raccontare Bosa senza parlare del Temo.

È l’unico fiume navigabile della Sardegna e attraversa la città prima di sfociare nel mare, nei pressi di Bosa Marina. Per secoli è stato una via di comunicazione, una risorsa economica e un punto di riferimento per la comunità.

Lungo le sue sponde si trasportavano merci e si svolgevano attività legate alla pesca, all’agricoltura e alla lavorazione delle pelli. Ancora oggi il fiume continua a definire il paesaggio e il carattere del borgo.

La passeggiata sul lungofiume è uno dei modi migliori per iniziare la visita. Da qui si osservano il quartiere Sa Costa, il castello, le imbarcazioni ormeggiate e gli edifici delle antiche concerie.

Il punto più suggestivo è il Ponte Vecchio, costruito in trachite rossa e divenuto uno dei simboli della città. Fermandosi al centro del ponte si apre una delle immagini più belle di Bosa: le case colorate riflesse nell’acqua, il fiume che scorre lentamente e il castello che domina il borgo dall’alto.

Sa Costa, il cuore medievale di Bosa

Dalla parte bassa della città si entra nel quartiere di Sa Costa, il vero cuore storico di Bosa.

Il quartiere si sviluppa sulle pendici del colle di Serravalle attraverso una trama irregolare di vicoli, archi e scalinate. Le case sono alte, strette e costruite su più livelli per adattarsi alla pendenza del terreno.

Qui non serve seguire un percorso preciso. Il modo migliore per conoscere Sa Costa è lasciarsi guidare dalle strade, osservando i portoni, i balconi in ferro battuto, i panni stesi e i piccoli dettagli che raccontano la vita quotidiana del borgo.

Alcuni vicoli si chiudono all’improvviso, altri conducono a una scalinata o regalano uno scorcio inatteso sul fiume. Più si sale, più il panorama si apre sui tetti e sulla campagna circostante.

La salita verso il castello può essere impegnativa nelle giornate più calde, ma permette di scoprire la parte più autentica e vissuta di Bosa.

Vicolo di Bosa – Foto di Elena Murgia

Una storia che parte da lontano

Le origini di Bosa sono molto antiche. Il primo insediamento, conosciuto come Bosa Vetus, si trovava probabilmente sulla riva sinistra del Temo, nella zona dove oggi sorge la chiesa di San Pietro Extra Muros.

Le prime tracce della città vengono ricondotte all’età fenicia e punica. Durante il periodo romano Bosa acquistò importanza grazie alla posizione lungo il fiume e alla vicinanza con il mare, che favorivano gli scambi e i collegamenti commerciali.

Nel Medioevo il centro abitato si spostò progressivamente sull’altra sponda del Temo e verso le pendici del colle di Serravalle. Nacque così la Bosa che conosciamo oggi, protetta dalla fortezza costruita sulla sommità della collina.

Nel corso dei secoli la città fu coinvolta nelle vicende del Giudicato di Arborea e passò successivamente sotto la dominazione aragonese. Le diverse fasi della sua storia sono ancora visibili nella struttura urbana, nelle chiese e nei palazzi del centro.

Il Castello di Serravalle

Il Castello di Serravalle, conosciuto anche come Castello dei Malaspina, è il monumento che domina Bosa e accompagna lo sguardo durante quasi tutta la visita.

Secondo la tradizione fu costruito dalla famiglia toscana dei Malaspina nel XII secolo. La sua storia, però, è più complessa: gli studi e gli scavi archeologici hanno individuato diverse fasi costruttive e ampliamenti realizzati tra il XII e il XIV secolo.

Oggi della fortezza restano soprattutto la cinta muraria e le torri. Passeggiare lungo le mura permette di osservare Bosa da una prospettiva privilegiata: sotto si distinguono le case di Sa Costa, il Ponte Vecchio, il corso del Temo e, più lontano, il mare.

Il panorama è certamente uno dei motivi per affrontare la salita, ma all’interno del castello si trova anche un piccolo tesoro.

La chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos

All’interno delle mura del castello sorge la chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos.

L’edificio appare semplice e raccolto, ma conserva un importante ciclo di affreschi medievali. Le pitture, databili al Trecento, raffigurano santi, scene evangeliche e temi legati alla devozione religiosa dell’epoca.

La presenza della chiesa rende la visita al castello ancora più interessante, perché permette di affiancare alla bellezza del panorama una testimonianza preziosa della storia artistica di Bosa.

La festa dedicata a Nostra Signora de Sos Regnos Altos si celebra ogni anno a settembre ed è particolarmente sentita dagli abitanti del quartiere Sa Costa, che per l’occasione decorano le strade e partecipano alle celebrazioni religiose.

Le chiese da vedere a Bosa

Una volta scesi dal castello si può continuare la visita entrando nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione, situata nella parte bassa del centro storico, vicino al Ponte Vecchio.

La cattedrale fu ricostruita su un edificio religioso più antico. L’interno, ricco di decorazioni e colori, sorprende per il contrasto con l’aspetto più semplice della facciata.

Lungo Corso Vittorio Emanuele II si incontra anche la chiesa del Rosario, riconoscibile per il grande orologio collocato sulla facciata. Poco distante si trova la chiesa del Carmine, costruita in forme barocche.

Merita una visita anche la chiesa di San Pietro Extra Muros, situata fuori dal centro abitato, sulla riva sinistra del Temo. Fu l’antica cattedrale della città ed è uno degli esempi più interessanti di architettura romanica in Sardegna.

La chiesa sorge nel luogo in cui si sviluppava la Bosa più antica. La sua posizione appartata, immersa nella campagna e vicina al fiume, contribuisce a renderla particolarmente suggestiva.

Corso Vittorio Emanuele II e Casa Deriu

Dopo i vicoli di Sa Costa, Bosa cambia nuovamente volto lungo Corso Vittorio Emanuele II.

È la strada più elegante del centro storico, fiancheggiata da palazzi dalle facciate decorate, portali in trachite e balconi in ferro battuto. Qui si trovano bar, botteghe e piccoli negozi nei quali fermarsi durante la passeggiata.

Sul corso si affaccia Casa Deriu, una dimora ottocentesca trasformata in museo. Gli ambienti arredati permettono di conoscere la vita quotidiana della borghesia bosana dell’epoca, tra mobili, tessuti, decorazioni e oggetti d’uso familiare.

Una parte del museo è dedicata a Melkiorre Melis, artista e artigiano originario di Bosa che ebbe un ruolo importante nello sviluppo delle arti decorative sarde del Novecento.

Le antiche concerie di Bosa

Dall’altra parte del Temo si trova uno dei luoghi che raccontano meglio il passato produttivo della città: il quartiere delle antiche concerie.

Tra il Settecento e l’Ottocento la lavorazione delle pelli fu una delle attività economiche più importanti di Bosa. Gli edifici vennero costruiti vicino al fiume proprio perché le diverse fasi della produzione richiedevano grandi quantità d’acqua.

Le concerie non sono più attive, ma una delle strutture ospita oggi il Museo delle Conce. Al suo interno sono ancora visibili i vasconi, gli strumenti e alcuni dei macchinari utilizzati dagli artigiani.

La visita aiuta a comprendere quanto questo lavoro fosse impegnativo e quale importanza avesse per l’economia cittadina. È una parte meno conosciuta di Bosa, ma fondamentale per andare oltre le case colorate e scoprire la storia reale della comunità.

La Malvasia di Bosa

Ogni territorio custodisce un sapore capace di raccontarlo. Nel caso di Bosa è la Malvasia di Bosa DOC, uno dei vini più rappresentativi della Sardegna.

Viene prodotta in quantità limitate nelle vigne della Planargia e affinata secondo metodi che richiedono tempo, esperienza e grande attenzione. Il risultato è un vino complesso e profumato, nel quale si possono riconoscere note di frutta secca, miele, spezie ed erbe mediterranee.

La Malvasia viene spesso servita a fine pasto e si abbina alla pasticceria secca, ai dolci a base di mandorle e ad alcuni formaggi stagionati. Per comprenderne davvero il valore, però, l’esperienza migliore è assaggiarla in una cantina o in un’enoteca del territorio, ascoltando la storia di chi continua a produrla.

Tra i piatti della tradizione bosana si trova anche la s’azada, una ricetta a base di razza condita con una salsa agrodolce. È una preparazione legata alla cucina dei pescatori e al rapporto della città con il mare.

Bosa Marina e la Torre Aragonese

Seguendo il corso del Temo si raggiunge Bosa Marina, la frazione balneare della città.

La sua spiaggia ampia e facilmente accessibile è dominata dalla Torre dell’Isola Rossa, una costruzione difensiva di epoca aragonese realizzata per controllare la foce del fiume e proteggere il territorio dalle incursioni provenienti dal mare.

Bosa Marina è il luogo ideale per concludere la giornata con una passeggiata sul lungomare, un bagno o un aperitivo al tramonto. Centro storico e mare distano pochi chilometri e possono essere facilmente inseriti nello stesso itinerario.

Le spiagge vicino a Bosa

Il tratto di costa che circonda Bosa alterna piccole calette, scogliere e promontori coperti dalla macchia mediterranea.

Uno dei luoghi più particolari è Cane Malu, conosciuto per le sue rocce chiare modellate dal vento e dall’acqua. Le conche naturali create nella pietra ricordano delle piccole piscine, mentre al tramonto il paesaggio assume un aspetto quasi lunare.

Il luogo è molto suggestivo, ma occorre prestare attenzione: le rocce possono essere scivolose ed è preferibile evitare la zona quando il mare è mosso.

Poco più a nord si trova Cumpoltitu, una piccola cala circondata dalla vegetazione mediterranea. Si raggiunge percorrendo un sentiero, perciò è consigliabile indossare scarpe comode e portare con sé dell’acqua.

Anche la strada panoramica che collega Bosa ad Alghero merita di essere percorsa senza fretta. Il tracciato segue una costa selvaggia, tra alte falesie, calette e punti panoramici affacciati sul mare. In quest’area vive inoltre una delle più importanti colonie italiane di grifoni.

Il punto panoramico più bello su Bosa

Prima di lasciare la città vale la pena raggiungere uno dei belvedere situati lungo la strada che sale sopra il centro abitato.

Da qui si osservano perfettamente il Castello di Serravalle, le case colorate, il Temo e il verde della Planargia. È la prospettiva che permette di comprendere davvero la forma di Bosa e lo stretto rapporto costruito nei secoli tra la città e il suo fiume.

Al mattino la luce fa risaltare i colori delle facciate. Nel tardo pomeriggio, invece, il borgo si accende di tonalità più calde e il paesaggio diventa ancora più suggestivo.

Cosa vedere a Bosa in un giorno

Un itinerario a Bosa può iniziare dal lungofiume e dal Ponte Vecchio. Da qui si raggiunge Corso Vittorio Emanuele II, dove si può visitare Casa Deriu, prima di entrare nel quartiere Sa Costa.

Passeggiando tra vicoli e scalinate si sale verso il Castello dei Malaspina e la chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos. Dopo la visita si può tornare nella parte bassa del centro per il pranzo e proseguire nel pomeriggio con il Museo delle Conce e la Cattedrale dell’Immacolata.

La giornata può terminare a Bosa Marina oppure davanti al paesaggio roccioso di Cane Malu al tramonto.

Avendo più tempo, si possono aggiungere la chiesa di San Pietro Extra Muros, una degustazione di Malvasia e una delle spiagge lungo la costa.

Quando visitare Bosa

Bosa può essere visitata durante tutto l’anno.

La primavera e l’inizio dell’autunno sono probabilmente i periodi migliori per passeggiare nel centro storico, raggiungere il castello e scoprire la costa senza il caldo intenso dell’estate.

Nei mesi estivi il borgo è più frequentato, ma offre la possibilità di unire la visita culturale a una giornata al mare. Anche l’inverno può riservare delle sorprese, soprattutto in occasione del Karrasegare, il Carnevale di Bosa, una delle tradizioni più sentite e originali della città.

Prima di partire è sempre consigliabile controllare gli orari aggiornati del castello e dei musei.

Perché visitare Bosa

Bosa colpisce per i suoi colori, ma è la sua storia a renderla davvero interessante.

Dietro le facciate di Sa Costa si nasconde una città cresciuta intorno al fiume, modellata dal lavoro dei pescatori, dei conciatori, degli artigiani e dei viticoltori. Una città che conserva un legame profondo con il proprio territorio e che permette di conoscere una Sardegna diversa da quella delle località balneari più famose.

Bosa è un borgo da attraversare lentamente: seguendo il Temo, entrando nei suoi vicoli e fermandosi ogni tanto a guardare il paesaggio.

Perché qui il fiume, il castello, le case colorate e il mare non sono semplicemente cose da vedere. Sono parti diverse di un’unica storia.

Cosa vedere nei dintorni

Da non perdere assolutamente il punto panoramico subito fuori il borgo. Uscendo da Via del Belvedere, salendo, si può osservare Bosa da un punto di vista eccezionale. Il Castello che domina il paese coloratissimo e il verde intorno danno subito l’idea di questo diamante sardo immerso nella Planargia.

Bosa è un borgo di fiume, ma anche di mare. Andando a visitare il paesino non si può tralasciare l’aspetto naturalistico, e quindi il mare. La frazione di Bosa, Bosa Marina, presenta un tratto di mare affascinante e caratteristico. Poco distanti, sempre nel territorio di Bosa, vi sono la splendida spiaggia di sabbia bianca Compoltitu, e le piscine naturali di Cane Malu dove si ammira un tramonto “lunare” con un paesaggio davvero particolare reso tale dalle rocce bianche che circondano la cala.

I motivi per visitare Bosa sono dunque tantissimi. Provare per credere! Visitandola scoprirete un aspetto importante della Sardegna, quella dei borghi.

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