Bosa
Provincia di OristanoSardegna
Case color pastello che scendono verso il Temo, sotto lo sguardo antico del castello dei Malaspina.
Il profilo di Bosa
- Regione
- Sardegna
- Provincia
- Oristano
- Abitanti
- 7.500
- Altitudine
- 2 m s.l.m.
- Superficie
- 135,7 km²
- Fondazione
- XIII secolo
Il racconto di Bosa
Bosa è un piccolo borgo in provincia di Oristano, sulla costa occidentale della Sardegna, nel territorio della Planargia. Case colorate ai piedi di un castello, vicoli che si arrampicano sulla collina e un fiume, il Temo, che attraversa lentamente l'abitato prima di raggiungere il mare: è un luogo che si riconosce al primo sguardo.
Il paesaggio qui è diverso da quello delle località balneari più note, più raccolto e silenzioso, legato a una Sardegna di piccoli centri e tradizioni artigiane. Bosa è città di fiume e di mare, ma soprattutto un borgo da scoprire camminando.

Scorcio di Bosa 
Scorcio di Bosa Una storia lunga e stratificata
Il primo insediamento, Bosa Vetus, sorgeva probabilmente sulla riva sinistra del Temo, dove oggi si trova San Pietro Extra Muros. Le prime tracce risalgono all'età fenicia e punica; in epoca romana la posizione tra fiume e mare favorì i commerci. Nel Medioevo l'abitato si spostò sull'altra sponda e sulle pendici del colle, protetto dalla fortezza. La città fu poi coinvolta nelle vicende del Giudicato di Arborea e passò sotto la dominazione aragonese.
San Pietro Extra Muros, antica cattedrale immersa nella campagna, è uno degli esempi più interessanti di romanico in Sardegna. Nella parte bassa, vicino al Ponte Vecchio, la Cattedrale dell'Immacolata Concezione sorprende per l'interno ricco di decorazioni, in contrasto con la facciata sobria. Su Corso Vittorio Emanuele II si incontrano la chiesa del Rosario, con il grande orologio in facciata, e poco distante quella barocca del Carmine.
Bosa nel 1900 Il colore e il fiume
La prima cosa che colpisce è il colore. Le abitazioni del centro storico, costruite una accanto all'altra sul pendio, compongono un mosaico di facciate rosa, gialle, verdi, azzurre e ocra, sorvegliato dall'alto dal profilo del castello. Per questo Bosa viene chiamata la Burano sarda, paragone utile ma riduttivo.
Un racconto tramandato vuole che i colori aiutassero pescatori e marinai a riconoscere la propria casa al rientro. Non ci sono testimonianze certe, ma la storia fa ormai parte dell'immaginario del borgo.
Il Temo è l'unico fiume navigabile della Sardegna e sfocia in mare presso Bosa Marina. Per secoli è stato via di comunicazione e risorsa economica. La passeggiata sul lungofiume è il modo migliore per iniziare, fino al Ponte Vecchio in trachite rossa: dal centro del ponte si vedono le case riflesse nell'acqua e il castello in alto.
Sa Costa e il castello
Dalla parte bassa si entra nel quartiere di Sa Costa, il cuore storico, che sale sulle pendici del colle di Serravalle in una trama irregolare di vicoli, archi e scalinate. Le case sono alte e strette, costruite su più livelli per adattarsi alla pendenza. Conviene lasciarsi guidare dalle strade. Nelle giornate calde la salita è impegnativa, ma mostra la parte più vissuta di Bosa.
In cima si trova il Castello di Serravalle, detto anche dei Malaspina. La tradizione lo attribuisce alla famiglia toscana nel XII secolo, ma gli scavi hanno individuato fasi costruttive e ampliamenti tra il XII e il XIV secolo. Oggi restano soprattutto la cinta muraria e le torri, da cui si vedono Sa Costa, il Ponte Vecchio, il corso del Temo e il mare.
Dentro le mura sorge la chiesa di Nostra Signora de Sos Regnos Altos, semplice e raccolta, che conserva un ciclo di affreschi del Trecento con santi e scene evangeliche. La festa a lei dedicata si celebra ogni settembre, e gli abitanti di Sa Costa decorano le strade per l'occasione.
Il corso, le concerie, la Malvasia
Corso Vittorio Emanuele II è la strada più elegante, tra palazzi con portali in trachite. Qui Casa Deriu, dimora ottocentesca diventata museo, racconta la vita della borghesia bosana, e una sezione è dedicata a Melkiorre Melis, artista nato a Bosa e figura importante delle arti decorative sarde del Novecento.
Oltre il Temo c'è il quartiere delle antiche concerie. Tra Settecento e Ottocento la lavorazione delle pelli fu una delle principali attività cittadine, e gli edifici sorsero lungo il fiume per l'acqua necessaria. Il Museo delle Conce conserva vasconi, strumenti e macchinari.
A tavola il sapore del territorio è la Malvasia di Bosa DOC, prodotta in piccole quantità nelle vigne della Planargia, con note di frutta secca, miele e spezie; si serve a fine pasto con dolci di mandorle o formaggi stagionati. Tra i piatti tradizionali c'è la s'azada, razza con salsa agrodolce, legata alla cucina dei pescatori.
Il Castello di Serravalle e le abitazioni del centro storico Il mare e la costa
Seguendo il Temo si arriva a Bosa Marina, con la spiaggia ampia e la Torre dell'Isola Rossa, costruita in epoca aragonese per controllare la foce. Cane Malu offre rocce chiare con conche simili a piscine naturali e un paesaggio quasi lunare al tramonto, ma le rocce sono scivolose ed è meglio evitarle con il mare mosso. Più a nord, Cumpoltitu si raggiunge a piedi su un sentiero, con scarpe comode e acqua.
La strada panoramica verso Alghero corre tra falesie e calette, in un'area che ospita una delle più importanti colonie italiane di grifoni. Prima di partire conviene salire al belvedere oltre via del Belvedere.
La Torre dell'Isola Rossa a Bosa Marina Quando andare e come organizzarsi
Bosa si visita tutto l'anno. Primavera e inizio autunno sono ideali per camminare senza il caldo estivo; l'estate permette di unire cultura e mare, mentre l'inverno porta il Karrasegare, il Carnevale di Bosa. Conviene controllare gli orari aggiornati di castello e musei.
Una giornata può partire dal lungofiume e da Casa Deriu, salire per Sa Costa fino al castello, proseguire dopo pranzo con il Museo delle Conce e la Cattedrale e chiudersi a Bosa Marina o a Cane Malu. Con più tempo si aggiungono San Pietro Extra Muros, una degustazione di Malvasia e una spiaggia.
La Chiesa di San Pietro Extra Muros
Le foto di Bosa
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