Case rosa, gialle, verdi e azzurre costruite una accanto all’altra sul pendio della collina, un fiume che attraversa lentamente il centro abitato e un castello che sorveglia tutto dall’alto. Bosa è uno dei borghi più fotografati della Sardegna, ma anche uno dei meno turistici: siamo sulla costa occidentale dell’isola, in provincia di Oristano, nel territorio della Planargia.
La “Burano sarda” e i suoi colori
Il paragone con Burano aiuta a immaginare l’effetto delle facciate colorate, ma Bosa ha un’identità completamente diversa, legata al fiume, alla Planargia e a una storia lunghissima. Secondo un racconto tramandato nel tempo i colori aiutavano pescatori e marinai a riconoscere la propria casa al rientro: non esistono testimonianze storiche certe che lo confermino, ma la storia continua a essere raccontata.
Una storia che parte dai Fenici
Il primo insediamento, Bosa Vetus, sorgeva probabilmente sulla riva sinistra del Temo, dove oggi si trova la chiesa di San Pietro Extra Muros. Le prime tracce risalgono all’età fenicia e punica; in epoca romana la città crebbe grazie alla posizione tra fiume e mare. Nel Medioevo l’abitato si spostò verso il colle di Serravalle, dando origine alla Bosa di oggi, coinvolta poi nelle vicende del Giudicato di Arborea e nella dominazione aragonese.
Cosa visitare
Il quartiere di Sa Costa
Il cuore medievale del borgo, sulle pendici del colle di Serravalle: una trama irregolare di vicoli, archi e scalinate, con case alte e strette costruite su più livelli per adattarsi alla pendenza. Non serve seguire un percorso preciso, il modo migliore per conoscerlo è lasciarsi guidare dalle strade.
Il Castello di Serravalle
La fortezza dei Malaspina in cima alla collina, il profilo che si riconosce da ogni punto del paese. La salita può essere impegnativa nelle giornate calde, ma dall’alto il panorama si apre sui tetti colorati e sulla campagna circostante.
Il Ponte Vecchio e il lungofiume
Costruito in trachite rossa, è uno dei simboli della città. Fermandosi al centro del ponte si apre l’immagine più bella di Bosa: le case colorate riflesse nell’acqua del Temo. La passeggiata sul lungofiume è il modo migliore per iniziare la visita.
Il fiume Temo e le concerie
È l’unico fiume navigabile della Sardegna e sfocia in mare nei pressi di Bosa Marina. Per secoli è stato via di comunicazione e risorsa economica: lungo le sponde si riconoscono ancora gli edifici delle antiche concerie, legate alla lavorazione delle pelli.
San Pietro Extra Muros
La chiesa che sorge nella zona dell’antica Bosa Vetus, sulla riva sinistra del Temo, a poca distanza dal centro abitato: una tappa per capire da dove è nata la città.
Consigli utili
Quando andare
Primavera e autunno sono le stagioni migliori: temperature gradevoli per salire a piedi fino al castello e luce ideale per fotografare le facciate colorate. L’estate è calda ma permette di abbinare il borgo al mare di Bosa Marina.
Come arrivare
Bosa si trova sulla costa occidentale della Sardegna, in provincia di Oristano. Si raggiunge in automobile; la strada costiera che collega Bosa ad Alghero è una delle più panoramiche dell’isola e vale il viaggio in sé.
Quanto restare
Mezza giornata basta per il centro storico, ma una giornata intera permette di aggiungere la salita al castello, il lungofiume e Bosa Marina senza fretta.
Come visitarlo
Bosa si scopre camminando: attraversare il lungofiume, entrare nei vicoli di Sa Costa e salire un passo alla volta fino al castello. Scarpe comode indispensabili, il dislivello è notevole.