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Toiano Palaia 2
11 min di lettura
27 marzo 2022

Toiano, cosa vedere nel borgo fantasma di Palaia

Toiano è un piccolo borgo medievale quasi abbandonato vicino Palaia.

Toiano: il borgo fantasma tra i calanchi della Toscana

In provincia di Pisa, nel territorio comunale di Palaia, esiste un piccolo borgo medievale sospeso tra storia, silenzio e paesaggio. Si chiama Toiano e appare all’improvviso sopra un crinale, circondato dalle colline della Valdera e da spettacolari calanchi modellati nel tempo dall’erosione.

Il borgo si trova lungo il territorio che collega Pontedera a Volterra, in una zona della Toscana meno frequentata rispetto alle destinazioni più famose. Per raggiungerlo bisogna lasciare le strade principali e percorrere un tratto di campagna. Non è un luogo nel quale si arriva per caso: Toiano va cercato.

Comunemente definito un “borgo fantasma”, conserva una chiesa sconsacrata, un piccolo cimitero, case in parte abbandonate e un’unica strada che attraversa l’antico abitato. La presenza occasionale o stabile di pochissime persone impedisce tuttavia di considerarlo completamente disabitato.

Toiano è anche legato a una delle vicende di cronaca più discusse del secondo dopoguerra italiano: l’omicidio irrisolto di Elvira Orlandini, conosciuta come la “Bella Elvira”. Un fatto doloroso che fa parte della memoria del paese, ma non deve oscurarne il valore storico e paesaggistico.

ToianoToiano

Dove si trova Toiano

Toiano è una frazione del Comune di Palaia, in provincia di Pisa. Si trova nel cuore della Valdera, tra le colline pisane e il paesaggio che anticipa le balze di Volterra.

Il borgo occupa un crinale delimitato da pendii ripidi e calanchi. La sua posizione consente di osservare una campagna fatta di terreni coltivati, boschi, poderi e rilievi argillosi che cambiano colore a seconda della luce e delle stagioni.

Il paese è raggiungibile attraverso una strada secondaria che nell’ultimo tratto può presentare fondo irregolare. Le condizioni dell’accesso possono variare a causa delle piogge e della fragilità del terreno: prima di partire è quindi opportuno controllare eventuali indicazioni o limitazioni comunali.

Una volta arrivati, la visita prosegue a piedi. Le dimensioni del borgo sono molto ridotte e bastano pochi minuti per attraversarlo, ma il paesaggio e i dettagli invitano a fermarsi più a lungo.

La storia medievale di Toiano

Le origini di Toiano risalgono all’Alto Medioevo. La struttura dell’abitato conserva ancora la forma di un piccolo castello, costruito in posizione naturalmente difesa e dotato di un solo accesso.

In origine il borgo era sottoposto al dominio lucchese. La sua collocazione tra i territori di Lucca, Pisa e Firenze lo rese parte delle contese che per secoli interessarono questa zona della Toscana.

Toiano passò successivamente sotto il controllo pisano. Nel 1362 venne conquistato dal condottiero Rodolfo II da Varano, al servizio di Firenze. Secondo la tradizione storica, dopo la vittoria una campana della rocca fu portata come trofeo a Firenze e collocata nel ballatoio di Palazzo Vecchio.

Nel 1364 il paese, indicato in seguito come “Toiano Vecchio”, venne distrutto dai Fiorentini. Il territorio fu restituito a Pisa in seguito agli accordi di pace tra le due città.

Gli abitanti ricostruirono il villaggio, dando origine a quello che venne chiamato “Toiano Nuovo”. Nel 1406 il borgo passò nuovamente sotto il dominio di Firenze, insieme ad altri territori dell’area pisana.

Un borgo costruito come un castello

Per comprendere l’aspetto di Toiano bisogna osservare la sua posizione.

Il paese occupa una striscia di terreno lunga e stretta, delimitata da ripidi pendii. Un’unica strada, via del Castello, attraversa l’intero abitato e costituisce ancora oggi l’asse principale del borgo.

L’ingresso avviene attraverso un piccolo ponte. È possibile che in epoca medievale nello stesso punto si trovasse un ponte levatoio, utilizzato per isolare il castello in caso di pericolo.

Ai lati della strada il terreno precipita verso i calanchi. Questa conformazione forniva una protezione naturale e rendeva difficile raggiungere il borgo da direzioni diverse rispetto all’accesso principale.

Le abitazioni si dispongono lungo la stessa via, creando un impianto urbano semplice e compatto. Alcuni edifici conservano portali, muri in laterizio, cantine e strutture rurali che testimoniano la vita quotidiana della comunità.

I calanchi di Toiano

Uno degli elementi più caratteristici del paesaggio sono i calanchi, profonde incisioni create dall’erosione dell’acqua nei terreni argillosi e sabbiosi.

La pioggia scava lentamente il suolo, formando creste, canaloni e pareti spoglie. Il risultato è un paesaggio fragile e scenografico, nel quale le tonalità chiare del terreno contrastano con il verde dei boschi e dei campi.

I calanchi collegano visivamente Toiano alle balze di Volterra, uno degli ambienti geologici più conosciuti della Toscana. Sono anche la ragione per cui il borgo appare sospeso sopra il territorio circostante.

La stessa erosione che ha contribuito alla difesa naturale del paese ne rappresenta però una fragilità. Frane e instabilità del terreno hanno reso più difficili i collegamenti e hanno favorito, insieme alle trasformazioni economiche del Novecento, il progressivo abbandono.

La chiesa di San Giovanni Battista

Vicino all’ingresso di Toiano si trova la chiesa sconsacrata di San Giovanni Battista.

L’edificio, di origine medievale, viene fatto risalire all’XI secolo. La struttura in pietra testimonia l’importanza religiosa che la chiesa ebbe quando il borgo era ancora popolato.

Sulla parete esterna si trova una lapide dedicata agli abitanti di Toiano caduti durante le due guerre mondiali. È una delle testimonianze che restituiscono nomi e memoria a una comunità oggi quasi scomparsa.

La chiesa non è normalmente visitabile all’interno. Deve essere osservata rispettando le eventuali recinzioni e indicazioni presenti, senza entrare negli edifici chiusi o pericolanti.

Il piccolo cimitero di Toiano

Prima di raggiungere il cuore del borgo si incontra il piccolo cimitero, ancora oggi frequentato dai familiari delle persone sepolte.

La presenza di fiori e segni di cura interrompe l’immagine di un paese completamente abbandonato. Anche quando un borgo perde quasi tutti i propri abitanti, il rapporto con chi vi ha vissuto può continuare attraverso la memoria e i legami familiari.

Il cimitero è un luogo sacro e attivo, non un’attrazione. Chi visita Toiano deve quindi osservarlo con discrezione, evitando fotografie invadenti e comportamenti poco rispettosi.

Perché Toiano è diventato un borgo fantasma

Il declino di Toiano iniziò gradualmente tra il XIX e il XX secolo. In passato il paese avrebbe raggiunto alcune centinaia di abitanti, legati soprattutto all’agricoltura e alle attività rurali.

La vita sul crinale era però difficile. I collegamenti con i centri più grandi erano limitati, il terreno era fragile e il lavoro agricolo non garantiva entrate stabili.

Nel secondo dopoguerra molte famiglie si trasferirono verso Pontedera e gli altri centri della pianura, attratte dalle opportunità offerte dalle fabbriche e da un salario regolare. Lo sviluppo industriale cambiò profondamente la distribuzione della popolazione in tutta la Valdera.

A questo si aggiunsero l’isolamento, la mancanza di servizi e i problemi causati dalle frane. Le case vennero abbandonate una dopo l’altra e il borgo perse progressivamente la propria comunità.

Oggi Toiano viene definito un paese fantasma, ma la formula deve essere utilizzata con qualche cautela. Alcune proprietà vengono ancora curate e la presenza di pochissimi residenti o frequentatori dimostra che il borgo non è un luogo completamente separato dalla vita contemporanea.

Il silenzio di via del Castello

Superati il cimitero e la chiesa, si entra nella parte più suggestiva di Toiano.

Via del Castello attraversa case chiuse, edifici danneggiati e spazi che un tempo ospitavano cantine, stalle e attività comuni. In alcuni punti sono ancora riconoscibili cucine in muratura, focolari e altri elementi della vita domestica.

Il silenzio non deve però indurre a considerare il borgo come un luogo senza regole. Molti edifici sono proprietà private e alcuni presentano evidenti problemi strutturali. È necessario rimanere sulla strada pubblica, non superare recinzioni e non entrare nelle case abbandonate.

La visita acquista significato proprio osservando il rapporto tra ciò che resta dell’abitato e il paesaggio. Toiano non è un parco tematico sull’abbandono, ma un luogo reale che porta i segni di una trasformazione economica e sociale avvenuta in molti piccoli centri italiani.

Il concorso fotografico di Oliviero Toscani

Il carattere visivo di Toiano attirò anche l’attenzione di Oliviero Toscani.

Il fotografo promosse un concorso dedicato al borgo con l’obiettivo di farlo conoscere e riaccendere l’attenzione sulla sua condizione. L’iniziativa raccolse immagini capaci di raccontare le architetture, il paesaggio e il tema dell’abbandono.

Il progetto alimentò per un periodo la speranza di una valorizzazione e di un possibile recupero del paese. Non riuscì però a innescare un vero processo di ripopolamento.

Rimane comunque una testimonianza importante del potere della fotografia nel riportare al centro del dibattito un luogo dimenticato. Toiano continua ancora oggi ad attirare fotografi, videomaker e viaggiatori interessati ai paesaggi rurali meno conosciuti.

La fotografia deve essere praticata nel rispetto delle persone, delle proprietà e della fragilità degli edifici, evitando di trasformare il borgo in una semplice scenografia decadente.

Il delitto della “Bella Elvira”

Toiano è legato anche a un tragico fatto di cronaca avvenuto il 5 giugno 1947, giorno del Corpus Domini.

Elvira Orlandini, giovane contadina di 22 anni conosciuta come la “Bella Elvira”, uscì di casa per raggiungere una fonte nei pressi del Botro della Lupa. Non fece ritorno e venne ritrovata senza vita nei boschi vicini.

L’omicidio ebbe una grande risonanza nell’Italia del dopoguerra. Giornalisti e curiosi raggiunsero Toiano, trasformando improvvisamente il piccolo borgo in uno dei luoghi più discussi del Paese.

Le indagini si concentrarono sul fidanzato Ugo Ancillotti, che trascorse un lungo periodo in carcere. Il processo, iniziato a Pisa, venne trasferito a Firenze a causa del clima acceso che si era creato intorno alla vicenda.

Ancillotti fu infine assolto per insufficienza di prove. L’autore dell’omicidio non venne mai identificato e il caso di Elvira Orlandini rimase irrisolto.

Una lapide nei pressi del Botro della Lupa ricorda ancora oggi la giovane. È importante avvicinarsi a questa vicenda senza indulgere negli aspetti più morbosi: dietro il celebre “giallo di Toiano” ci sono una vittima, una famiglia e una comunità profondamente segnate.

Le leggende sul fantasma di Elvira

Con il passare del tempo, attorno alla morte di Elvira sono nate anche storie di apparizioni e presenze misteriose.

Alcuni racconti popolari parlano di una figura femminile avvistata tra gli edifici o lungo i sentieri. Non esistono naturalmente prove di questi episodi, che appartengono al folclore sviluppatosi intorno a un delitto rimasto senza soluzione.

Presentare Toiano esclusivamente come destinazione paranormale rischia di ridurre il borgo e la storia di Elvira a un’attrazione. Le leggende possono essere ricordate come parte dell’immaginario locale, mantenendo però una netta distinzione dai fatti documentati.

Il valore di Toiano risiede prima di tutto nel paesaggio, nella storia medievale e nella testimonianza lasciata dal suo progressivo spopolamento.

Come visitare Toiano in modo responsabile

Toiano è un luogo fragile e non dispone dei servizi tipici di una destinazione turistica organizzata.

Prima della visita è consigliabile verificare le condizioni della strada e le eventuali ordinanze del Comune di Palaia, soprattutto dopo periodi di pioggia intensa.

Durante la passeggiata è importante:

  • rimanere sulla strada e sui percorsi accessibili;

  • non entrare negli edifici abbandonati;

  • non superare transenne, cancelli o recinzioni;

  • rispettare le proprietà private e le persone eventualmente presenti;

  • non prelevare oggetti, materiali o frammenti;

  • evitare rumori e comportamenti invasivi;

  • riportare con sé ogni rifiuto;

  • mantenere un atteggiamento rispettoso nel cimitero e nei luoghi legati a Elvira.

Gli edifici pericolanti possono subire crolli improvvisi. La curiosità fotografica non giustifica mai l’ingresso in spazi chiusi o non sicuri.

Cosa vedere nei dintorni di Toiano

La visita a Toiano può essere inserita in un itinerario più ampio nella Valdera e nelle Terre di Pisa.

La prima tappa è Palaia, borgo medievale situato su un crinale panoramico. Il centro storico conserva la Pieve di San Martino, uno degli edifici romanici più interessanti del territorio, e la chiesa di Sant’Andrea.

Poco distante si trova Montefoscoli, conosciuta per il Tempio di Minerva Medica e per il museo dedicato alla famiglia Vaccà Berlinghieri.

Meritano una visita anche:

  • Peccioli, borgo che unisce storia e arte contemporanea;

  • Ghizzano, riconoscibile per le facciate colorate e le installazioni artistiche;

  • San Miniato, lungo la Via Francigena e conosciuta per il tartufo bianco;

  • Pontedera, con il Museo Piaggio;

  • Volterra, città etrusca circondata da mura e paesaggi di calanchi.

Un itinerario di uno o due giorni permette di alternare borghi medievali, arte, archeologia e paesaggi rurali, scoprendo una parte di Toscana ancora lontana dai percorsi più frequentati.

Perché visitare Toiano

Toiano non è una destinazione turistica tradizionale. Non offre monumenti restaurati, negozi o percorsi attrezzati. Il suo interesse nasce dalla relazione tra l’antico impianto castellano, gli edifici abbandonati e il paesaggio dei calanchi.

In pochi metri si leggono secoli di storia: le contese medievali tra Pisa, Lucca e Firenze, la vita di una comunità agricola, lo spopolamento del Novecento e i tentativi di riportare attenzione sul borgo attraverso la fotografia.

La vicenda della Bella Elvira aggiunge una pagina dolorosa alla memoria di Toiano, da raccontare con rispetto e senza trasformarla nell’unico motivo della visita.

Toiano merita di essere conosciuto proprio per ciò che rappresenta: uno dei tanti piccoli centri italiani che hanno perso abitanti e funzioni, ma non il proprio valore storico e paesaggistico.

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