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Il borgo di Vicopisano ai piedi del Monte Pisano, in provincia di Pisa
Arte e Cultura 12 min di lettura

Vicopisano, il borgo delle torri e di San Francesco d'Assisi

Ciò che sappiamo con certezza è che nel 1211 Francesco d'Assisi giunse da Pescia sino a Vicopisano dove restò alcuni giorni per predicare il suo messaggio di

Ai piedi del Monte Pisano, a pochi chilometri da Pisa, Vicopisano conserva uno dei centri medievali più interessanti della Toscana. Torri, palazzi in pietra e antiche fortificazioni raccontano il periodo in cui il borgo occupava una posizione strategica lungo le vie fluviali che collegavano Pisa, Lucca e Firenze.

La sua storia è legata anche al passaggio di San Francesco d’Assisi. Secondo quanto riportato negli Annali Francescani, nel 1211 il santo arrivò a Vicopisano provenendo da Pescia e vi rimase alcuni giorni per predicare. Attorno a questa visita, documentata dalle fonti francescane, sono nate storie e tradizioni orali che continuano ad aggiungere fascino alla scoperta del borgo.

Il borgo di Vicopisano con la torre del Brunelleschi e le case in pietra sulla collina
Vicopisano ai piedi del Monte Pisano, con la torre che domina il borgo

San Francesco a Vicopisano nel 1211

Ciò che sappiamo con maggiore certezza è che nel 1211 Francesco d’Assisi giunse da Pescia fino a Vicopisano, dove si fermò per alcuni giorni per predicare il proprio messaggio di fede.

La visita avvenne in un periodo particolarmente importante della vita di Francesco, quando il movimento francescano stava iniziando a diffondersi fuori dall’Umbria e il santo percorreva città e territori dell’Italia centrale.

Vicopisano era allora un centro fortificato ricco e dinamico, situato in una posizione strategica lungo importanti itinerari terrestri e fluviali. Il passaggio di mercanti, soldati, religiosi e pellegrini era favorito dalla vicinanza dell’Arno e dell’Auser, l’antico corso d’acqua collegato al sistema del Serchio.

In questo contesto, l’arrivo di Francesco non doveva essere un episodio isolato: il borgo disponeva infatti di strutture destinate all’accoglienza e all’assistenza di chi affrontava lunghi viaggi.

La casa dei nonni di San Francesco tra storia e leggenda

Secondo una leggenda tramandata oralmente per secoli, San Francesco avrebbe soggiornato in una piccola dimora situata in via del Pretorio, nella parte alta di Vicopisano.

La tradizione locale identifica quella casa come un’abitazione appartenuta ai suoi nonni paterni, originari proprio del borgo toscano. Da questa narrazione deriva l’ipotesi che la famiglia di Pietro di Bernardone, padre di Francesco, avesse radici a Vicopisano.

Non esistono tuttavia prove documentarie sufficienti per confermare questa genealogia. La possibile origine vicarese della famiglia del santo rimane quindi una suggestiva tradizione locale, da distinguere dai fatti storicamente accertati.

I documenti medievali attestano invece la presenza, nella parte alta del paese, di una chiesa dedicata a San Bartolomeo con un ospedale annesso. Nel Medioevo il termine “ospedale” non indicava soltanto un luogo destinato alla cura dei malati: queste strutture offrivano riparo, cibo e assistenza a pellegrini, viandanti e persone in difficoltà.

È quindi plausibile che Francesco, dopo il viaggio da Pescia, sia stato accolto proprio in questo ospedale. Nel corso del tempo, la memoria del suo soggiorno potrebbe essersi intrecciata con il racconto della casa di famiglia, dando origine alla leggenda ancora oggi conosciuta a Vicopisano.

L’eremo di San Francesco sul Monte Pisano

Un’altra tradizione orale racconta che, dopo aver predicato nel borgo, Francesco si sia ritirato in una delle grotte del Monte Pisano per pregare in solitudine.

Secondo la credenza locale, questa sarebbe stata una delle sue prime esperienze eremitiche, precedente al più celebre soggiorno sul Monte della Verna. Anche in questo caso non esistono testimonianze storiche definitive che permettano di identificare il luogo o confermare l’episodio.

Il luogo francescano per eccellenza resta però nel Lazio: a Greccio, dove nel 1223 Francesco diede vita al primo presepe della storia.

Il racconto appare però coerente con la spiritualità francescana e con il rapporto che Francesco aveva con gli ambienti naturali più appartati. Boschi, grotte e rilievi erano per lui luoghi di silenzio, meditazione e contatto con il creato.

Il Monte Pisano, che si estende tra le province di Pisa e Lucca, offre ancora oggi sentieri, cavità naturali e punti panoramici nei quali è facile comprendere perché questa tradizione sia rimasta così radicata nell’immaginario locale.

Il paesaggio del Monte Pisano al tramonto, tra boschi e piccoli borghi
Il Monte Pisano: boschi, grotte e sentieri fra le province di Pisa e Lucca

Il 2026 e gli ottocento anni dalla morte di San Francesco

Il 2026 è un anno particolarmente significativo per riscoprire il legame tra Vicopisano e San Francesco. Ricorrono infatti gli 800 anni dalla morte del santo, avvenuta nel 1226 alla Porziuncola, nei pressi di Assisi.

L’Ottavo Centenario del Transito invita a ripercorrere non soltanto i luoghi francescani più conosciuti, ma anche le città e i piccoli centri attraversati da Francesco durante la sua predicazione. Vicopisano rientra in questa geografia meno nota, fatta di itinerari, ospedali medievali e memorie tramandate dalle comunità locali.

Visitare il borgo in questo anno francescano permette di avvicinarsi a una pagina poco conosciuta della sua storia, mantenendo una distinzione corretta tra le fonti documentarie e le leggende nate attorno al passaggio del santo.

La storia di Vicopisano, borgo strategico tra Pisa e Lucca

Per comprendere l’importanza di Vicopisano bisogna osservare l’antica conformazione del territorio. Nel Medioevo il borgo si trovava vicino alla confluenza di importanti corsi d’acqua, in un’area molto diversa da quella attuale.

L’Arno scorreva più vicino al centro abitato e si collegava all’Auser, ramo dell’antico sistema fluviale del Serchio. Le vie d’acqua rappresentavano allora alcuni dei principali canali per il trasporto di persone e merci. Controllarle significava esercitare un ruolo economico e militare di grande importanza.

Grazie a questa posizione, Vicopisano divenne uno dei centri fortificati più rilevanti della Repubblica di Pisa. Il castello era protetto da mura, torri e case-torri appartenenti alle famiglie più potenti. Il profilo del borgo doveva essere così ricco di strutture difensive da essere ricordato come quello di una “città dalle cento torri”.

Veduta di Vicopisano con la torre e la collina boscosa del Monte Pisano
Vicopisano vista dalla piana, con il Monte Pisano alle spalle

Dopo un lungo periodo di contrasti, nel 1406 Vicopisano venne conquistato da Firenze. La posizione del borgo rimase strategica anche per i nuovi dominatori, che decisero di rafforzarne le difese affidando il progetto a Filippo Brunelleschi.

Le contese fra Pisa e Firenze segnarono tutta la zona: poco distante, nella stessa Valdera, Toiano fu distrutto dai Fiorentini nel 1364 e poi ricostruito dagli abitanti.

La Rocca del Brunelleschi

La Rocca del Brunelleschi è il monumento simbolo di Vicopisano. La fortificazione venne progettata dal celebre architetto fiorentino dopo la conquista del borgo da parte di Firenze e i lavori iniziarono nel 1435.

Brunelleschi non costruì una fortezza completamente separata dal tessuto urbano, ma integrò torri ed edifici preesistenti in un unico sistema difensivo. Il fulcro del complesso è il cassero, alto circa 32 metri, collegato attraverso un’imponente muraglia alla Torre del Soccorso.

Il camminamento permetteva ai soldati di raggiungere la torre e, in caso di assedio, di ricevere rinforzi e rifornimenti dall’esterno senza attraversare le strade del borgo. Era una soluzione militare innovativa, studiata per sfruttare la conformazione naturale del terreno.

La Rocca del Brunelleschi a Vicopisano con la muraglia che collega il cassero alle torri
Il cassero e la muraglia: Brunelleschi integrò le torri esistenti in un unico sistema difensivo

Il cassero della Rocca del Brunelleschi a Vicopisano, alto circa 32 metri

Il cassero, alto circa 32 metri

La visita alla Rocca conduce tra ambienti fortificati, scale e camminamenti fino ai punti più alti del complesso. Da qui il panorama si apre sul centro storico, sulla pianura dell’Arno e sui rilievi del Monte Pisano.

Orari e modalità di accesso possono variare durante l’anno: prima della partenza è consigliabile consultare il portale di Vicopisano Turismo.

Palazzo Pretorio e le antiche carceri

Nella parte alta del borgo si trova Palazzo Pretorio, uno dei principali esempi di architettura civile medievale della provincia di Pisa.

Il nucleo più antico risale al periodo compreso tra il XII e il XIII secolo. La facciata in pietra verrucana, riconoscibile per i toni giallo-ocra, conserva archi a sesto acuto, mensole scolpite e tracce delle strutture lignee che un tempo ampliavano gli spazi esterni del palazzo.

Dopo la conquista fiorentina, Vicopisano divenne sede di un Vicariato e il palazzo accolse gli amministratori inviati da Firenze. Sulle pareti sono ancora visibili numerosi stemmi lasciati dai vicari che si succedettero nel corso dei secoli.

La facciata del Palazzo Pretorio di Vicopisano con gli stemmi in ceramica dei podestà

Il Palazzo Pretorio: sulla facciata gli stemmi dei podestà che vi si succedettero

Il percorso di visita comprende le antiche Carceri Vicariali, l’Archivio storico e gli ambienti nei quali venivano esercitate le funzioni politiche e giudiziarie. Palazzo Pretorio non racconta quindi soltanto l’architettura del borgo, ma anche l’evoluzione del potere civile tra il Medioevo e l’età moderna.

Una cella delle antiche carceri del Palazzo Pretorio di Vicopisano

Una delle celle, con la porta ferrata e la finestra a grate

Una scritta lasciata da un prigioniero sulle pareti delle carceri di Vicopisano

Le scritte lasciate dai prigionieri sulle pareti delle celle

Le torri medievali di Vicopisano

Passeggiando per Vicopisano si incontrano numerose torri e case-torri, testimonianza della ricchezza raggiunta dal borgo durante il periodo pisano.

Tra le strutture più riconoscibili si trovano la Torre dell’Orologio, la Torre delle Quattro Porte, la Torre Malanima e quella incorporata nel complesso della Rocca. Alcune vennero costruite con funzioni difensive, mentre altre appartenevano alle famiglie più influenti e rappresentavano il loro prestigio economico e sociale.

La Torre dell’Orologio conserva un meccanismo settecentesco e continua a caratterizzare il profilo del centro storico. Le altre torri emergono tra i tetti e accompagnano il percorso lungo via Lante e via del Pretorio.

La Torre delle Quattro Porte a Vicopisano, in pietra e laterizio

La Torre delle Quattro Porte, una delle più riconoscibili del borgo

Il modo migliore per scoprire Vicopisano è proprio camminare lentamente, osservando come le architetture medievali siano state inglobate negli edifici costruiti nei secoli successivi.

La Pieve di Santa Maria e San Giovanni Battista

Ai margini del nucleo fortificato sorge la Pieve di Santa Maria e San Giovanni Battista, il principale edificio religioso di Vicopisano.

Databile al XII secolo, è un esempio ben conservato di architettura romanica toscana. La posizione esterna rispetto alle mura rispondeva alle necessità della popolazione sparsa nel territorio circostante e testimonia l’importanza religiosa raggiunta dal borgo.

L’interno, suddiviso in tre navate, custodisce opere provenienti anche da edifici religiosi oggi scomparsi. Tra queste si trova un imponente gruppo ligneo raffigurante la Deposizione dalla Croce, attribuito al XIII secolo e considerato una delle testimonianze artistiche più interessanti del territorio.

La facciata romanica della Pieve di Santa Maria a Vicopisano
La Pieve di Santa Maria, con la facciata romanica in pietra verrucana

La Pieve costituisce una tappa importante anche per approfondire il contesto religioso che Francesco d’Assisi incontrò durante il suo soggiorno a Vicopisano.

Il Monte Pisano tra sentieri, pievi ed eremi

Vicopisano si trova ai piedi del Monte Pisano, conosciuto anche come Monti Pisani, il sistema collinare che separa la pianura di Pisa da quella di Lucca.

Il territorio offre numerosi percorsi per escursioni a piedi e in bicicletta. I sentieri attraversano boschi, uliveti terrazzati, piccoli corsi d’acqua e antichi insediamenti religiosi.

Tra le mete più interessanti si trova la Rocca della Verruca, costruita sulla sommità di uno sperone roccioso in posizione dominante sulla pianura. La fortezza faceva parte del sistema difensivo pisano e comunicava visivamente con le torri e i castelli del territorio.

Sul Monte Pisano si incontrano anche pievi romaniche, chiese isolate e resti di monasteri, come quelli dell’abbazia di San Michele alla Verruca. Questi luoghi permettono di unire la scoperta storica a un’esperienza nella natura, seguendo itinerari meno frequentati rispetto alle mete più conosciute della Toscana.

L’olio extravergine del Monte Pisano

La coltivazione dell’olivo è una delle tradizioni più antiche e riconoscibili del territorio di Vicopisano. I versanti del Monte Pisano sono modellati da terrazzamenti sostenuti da muri a secco, costruiti nel tempo per rendere coltivabili anche i terreni più ripidi.

La raccolta delle olive viene tradizionalmente eseguita a mano e l’olio prodotto nella zona è apprezzato per il profilo aromatico equilibrato e per le note vegetali.

Vicopisano aderisce all’associazione nazionale Città dell’Olio e si trova lungo la Strada dell’Olio dei Monti Pisani, un itinerario che mette in relazione aziende agricole, frantoi, paesaggio e patrimonio storico.

In autunno la Festa dell’Olio e della Frangitura celebra questa produzione con visite, degustazioni e iniziative dedicate alla cultura agricola locale.

La Festa Medievale di Vicopisano

Uno degli appuntamenti più attesi è la Festa Medievale, che ogni anno riporta il centro storico alle atmosfere del suo passato.

Le strade vengono illuminate dalle torce e animate da figuranti, musicisti, giullari, accampamenti, antichi mestieri e ricostruzioni storiche. Durante la manifestazione si organizzano spettacoli, combattimenti, laboratori e un banchetto medievale negli ambienti di Palazzo Pretorio.

L’architettura autentica del paese rende la rievocazione particolarmente coinvolgente: torri, vicoli e palazzi non costituiscono una semplice scenografia, ma sono parte integrante della storia raccontata.

La Festa Medievale è anche una tradizione molto sentita dalla comunità, che partecipa all’allestimento e all’organizzazione degli eventi. Per conoscere date e programma aggiornato è possibile consultare la pagina ufficiale della manifestazione.

Perché visitare Vicopisano

Vicopisano è una destinazione adatta a chi desidera scoprire una Toscana meno affollata, a breve distanza da Pisa e Lucca.

La Rocca progettata da Brunelleschi, Palazzo Pretorio, le torri medievali e la Pieve romanica formano un patrimonio storico sorprendentemente ricco per un centro di dimensioni contenute. Intorno al borgo, gli uliveti e i sentieri del Monte Pisano permettono di proseguire il viaggio tra natura, archeologia e tradizioni rurali.

A tutto questo si aggiunge la memoria del passaggio di San Francesco. La sua presenza nel 1211 è il punto di partenza di un racconto nel quale storia e leggenda si incontrano: dalla predicazione nel borgo alla possibile permanenza nell’antico ospedale, fino alle tradizioni sulla casa dei nonni e sul ritiro nelle grotte del Monte Pisano.

Nel 2026, anno dell’Ottavo Centenario della morte del santo, Vicopisano offre una ragione in più per essere visitato. È un luogo nel quale seguire una traccia meno nota del cammino francescano e, nello stesso tempo, scoprire uno dei borghi fortificati più interessanti delle Terre di Pisa.

Crediti immaginiFotografie di Mongolo1984, LigaDue, Karmanini, BeaMic70, Davide Papalini e Daniele Napolitano, da Wikimedia Commons, riutilizzate con licenza CC BY-SA 4.0 e CC BY-SA 3.0. Immagine di copertina: archivio Borghi Italiani.

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Domande frequenti

Dove si trova Vicopisano?
Vicopisano è un borgo della provincia di Pisa, ai piedi del Monte Pisano, a pochi chilometri dal capoluogo. Nel Medioevo si trovava vicino alla confluenza di importanti corsi d’acqua, in un’area molto diversa da quella attuale.
Che cos’è la Rocca del Brunelleschi?
È il monumento simbolo del borgo. Dopo la conquista fiorentina del 1406, Firenze affidò a Filippo Brunelleschi il rafforzamento delle difese e i lavori iniziarono nel 1435. L’architetto non costruì una fortezza separata dal paese ma integrò torri ed edifici preesistenti in un unico sistema difensivo, il cui fulcro è il cassero alto circa 32 metri.
San Francesco è stato davvero a Vicopisano?
Sì. Secondo gli Annali Francescani, nel 1211 Francesco d’Assisi giunse qui da Pescia e vi rimase alcuni giorni per predicare. È il dato documentato; le tradizioni sulla casa dei nonni e sul ritiro in una grotta del Monte Pisano restano invece racconti locali non confermati da fonti.
Esiste un eremo di San Francesco sul Monte Pisano?
Una tradizione orale racconta che dopo aver predicato nel borgo Francesco si sia ritirato in una delle grotte del Monte Pisano. Non esistono però testimonianze storiche che permettano di identificare il luogo con certezza: il monte conserva ancora oggi sentieri, cavità naturali e punti panoramici che rendono comprensibile la nascita del racconto.
Cosa si visita nel Palazzo Pretorio?
Il nucleo più antico risale al periodo fra XII e XIII secolo. Dopo la conquista fiorentina Vicopisano divenne sede di un Vicariato e il palazzo accolse gli amministratori inviati da Firenze, che lasciarono i propri stemmi sulle pareti. Il percorso comprende le antiche Carceri Vicariali, l’Archivio storico e gli ambienti delle funzioni politiche e giudiziarie.
Quante torri ha Vicopisano?
Il profilo del borgo nel Medioevo era segnato dalle torri delle famiglie più potenti. Tra le più riconoscibili ci sono oggi la Torre dell’Orologio, che conserva un meccanismo settecentesco, la Torre delle Quattro Porte, la Torre Malanima e quella incorporata nel complesso della Rocca.
Che cos’è la Pieve di Santa Maria?
Un esempio ben conservato di architettura romanica toscana databile al XII secolo, riconoscibile per la facciata in pietra verrucana dai toni giallo-ocra. L’interno è diviso in tre navate e custodisce opere provenienti anche da edifici religiosi oggi scomparsi. Sorge fuori dalle mura per ragioni legate alla sua funzione.
Perché visitare Vicopisano nel 2026?
Nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco, avvenuta nel 1226 alla Porziuncola. L’Ottavo Centenario del Transito invita a ripercorrere non soltanto i luoghi francescani più noti ma anche i piccoli centri attraversati dal santo durante la predicazione, e Vicopisano rientra in questa geografia meno conosciuta.
Quanto tempo serve per visitare Vicopisano?
Il centro storico si percorre in mezza giornata, camminando lentamente e osservando come le architetture medievali siano state inglobate negli edifici successivi. Con una giornata intera si aggiungono la salita alla Rocca e un tratto dei sentieri del Monte Pisano.
Cosa si produce sul Monte Pisano?
Il Monte Pisano è conosciuto per l’olio extravergine di oliva, prodotto sui terrazzamenti che caratterizzano i suoi versanti.

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