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Esperienza nel Borgo di Stigliano
Notizie 10 min di lettura

L’arte vive solo se è condivisa: il Carnevale di Stigliano, #fattodanoi, unisce il paese

Abbiamo vissuto il Carnevale di Stigliano #FattoDaNoi entrando nel cuore della comunità: tre giorni tra carri in cartapesta, arte contemporanea, leggende e tradizioni lucane. Un borgo della Basilicata dove la festa nasce dal lavoro condiviso e diventa identità, appartenenza e racconto collettivo.

Elena Murgia

Elena Murgia

Autore

12 febbraio 2026

Con la community di Borghi Italiani abbiamo vissuto il dietro le quinte di un Carnevale speciale, insieme a una popolazione viva, accogliente e profondamente unita.

Siamo stati a Stigliano, nel cuore della Basilicata.
Abbiamo vissuto questo borgo a 360°, con il cuore aperto e la mente libera. Siamo tornati a casa con un bagaglio colmo di energia positiva, un carico di sorrisi e la voglia autentica di tornare ancora.

Esperienza al borgo di Stigliano

Stigliano non è stata una semplice tappa tra tante: ci ha permesso di entrare nel vivo della sua vita comunità, come se ne facessimo già parte.

Siamo arrivati da diverse regioni d’Italia e abbiamo scoperto che casa può essere anche quel paese del Sud, quella comunità che ti accoglie senza barriere, con naturalezza e calore.

Foto gruppo del Borgo di Stigliano

Qui l’ospitalità non è una formula, è un gesto quotidiano.

Un'accoglienza speciale: il Carnevale #FattoDaNoi

A Stigliano abbiamo vissuto tre giorni di immersione totale, entrando nel tempo lento e intenso che precede il Carnevale. Non da spettatori, ma da partecipanti.

Donne cucinano la rafanata di Stigliano

Qui il Carnevale non inizia con la sfilata: nasce molto prima, nei luoghi condivisi, nelle serate passate insieme, nel lavoro paziente e collettivo che unisce il paese.

Piazza Stigliano

Abbiamo visto da vicino come la popolazione si prepara a questo momento così atteso. Già verso settembre si sceglie il tema, dando il via a un percorso creativo che dura mesi. Si parte dalla progettazione, poi si costruisce la struttura in metallo, modellata con la rete, fino ad arrivare alla cartapesta: fogli di giornale sovrapposti, imbevuti di colla e farina, lavorati con cura artigianale.

Preparazione opere d'arte a Stigliano

Quando tutto è ben asciutto, si aggiunge uno strato di carta da imballaggio e si passa al bianco, una fase fondamentale che prepara la struttura all’ultimo gesto creativo: il colore, quello che darà identità e anima ai carri.

Nel frattempo si costruiscono anche gli ingranaggi che permettono ai personaggi di muoversi. Ogni dettaglio viene pensato, testato e rifinito. Solo quando ogni parte è pronta, si assembla il tutto. Un lavoro lungo e meticoloso, che dura circa tre mesi, fatto di competenze condivise, pazienza e passione.

Fare insieme, senza rivalità

Ogni giorno, ogni sera, spesso fino a tardi, i ragazzi si ritrovano per lavorare ai carri allegorici. Mani sporche di colore, materiali recuperati, idee che prendono forma tra una risata e una discussione appassionata.

Persone osservano l'arte di Stigliano

Colpisce subito un aspetto raro e prezioso: la rivalità si dissolve, nonostante la presenza di due gruppi storici.

Opere artistiche del carnevale di Stigliano

Non c’è competizione, ma rispetto. Non c’è contrapposizione, ma dialogo. Le differenze diventano ricchezza, la pluralità diventa forza creativa. Tutto converge verso un unico obiettivo: fare bene, fare insieme, divertirsi.

Accanto ai carri, abbiamo assistito alla preparazione delle coreografie e dei balli.

Ballo al carnevale di Stigliano

Prove improvvisate negli spazi condivisi, movimenti che si affinano sera dopo sera, accompagnati da musica, battute e applausi spontanei. La gioia è tangibile, contagiosa. La fatica si trasforma in festa ancora prima che il Carnevale abbia inizio.

Stigliano, borgo d’arte viva

Scultura tipica al borgo di Stigliano

Stigliano è anche un borgo d’arte, e lo abbiamo scoperto immergendoci nell’arte insieme alla popolazione, non come semplici visitatori ma come parte di un racconto condiviso. Ad accompagnarci in questo percorso è stato Mario Sansone, artista locale e anima creativa del paese, che ci ha guidati tra opere, storie, leggende e aneddoti tramandati nel tempo.

Vicolo artistico Stigliano

L’arte di Mario Sansone nasce dal cuore pulsante del Carnevale stiglianese. Prima di diventare scultore, Mario è stato infatti maestro della cartapesta, lavorando per anni alla realizzazione dei carri allegorici. Un sapere manuale, collettivo, fatto di materiali poveri, pazienza e visione, che nel tempo si è trasformato in linguaggio artistico permanente.

Scultura a forma di mano

Le stesse tecniche della cartapesta, la stratificazione, la costruzione dei volumi, il gesto artigianale, sono diventate la base per le sue sculture in ferrocemento e terracotta, oggi parte integrante del paesaggio urbano.

Dipinto di persone abbracciate

Passeggiando per il borgo, le opere sembrano emergere naturalmente dal territorio: figure simboliche, volti, creature sospese tra reale e immaginario, come i celebri monacelli, legati alle antiche leggende del luogo e al Parco della Mandarra.

Scultura tipica a Stigliano

Ogni scultura racconta una storia che appartiene a tutti, perché nasce da un immaginario collettivo, dalla memoria orale, dalla vita quotidiana del paese.

In questo senso, l’arte di Stigliano non è mai distante dalla comunità: è un’arte che nasce dalla festa, dalla partecipazione, dalla manualità condivisa, e che continua a vivere nello spazio pubblico come racconto aperto. Un approccio che si riflette pienamente nel progetto AppARTEngo, che mette l’arte in prima linea come strumento di appartenenza, identità e rigenerazione dei borghi.

Gufo di Stigliano

Camminando tra queste opere insieme agli abitanti, abbiamo capito che a Stigliano l’arte non si osserva soltanto: si riconosce, perché parla la stessa lingua del Carnevale, della convivialità e del senso profondo di comunità che rende questo borgo così vivo.

Disegno toto sul muro di Stigliano

Il programma che abbiamo vissuto è stato intenso e stratificato: tra preparazione, arte pubblica e tradizioni, ogni momento aveva un significato preciso. Se vuoi scoprire nel dettaglio tutte le tappe della giornata, puoi approfondire qui 👉 Dentro il Carnevale stiglianese: un viaggio nella preparazione di una tradizione viva.

Un tour nell’arte contemporanea di Stigliano, borgo d’arte a cielo aperto

Il nostro viaggio a Stigliano si è trasformato anche in un tour nell’arte contemporanea, un percorso lento e immersivo tra vicoli, piazze e scorci panoramici. Camminare per il borgo significa attraversare una galleria d’arte a cielo aperto, dove le opere non sono confinate in spazi chiusi ma dialogano con la pietra delle case, con la luce che cambia durante il giorno, con le voci della comunità.

Disegni rupestri a Stigliano

Grazie al progetto AppARTEngo, Stigliano è diventato negli anni un punto di riferimento per l’arte pubblica nei borghi italiani, ospitando artisti di rilievo nazionale e internazionale. Durante il nostro percorso abbiamo incontrato murales e installazioni firmate da David De La Mano, NeSpoon, Phlegm, Hitnes, NemO’s, Ericailcane, Bastardilla, Vesod, Gods in Love, opere che emergono quasi all’improvviso lungo il cammino, sorprendendo lo sguardo e invitando a fermarsi.

Muro pitturato a Stigliano

Ogni opera racconta una storia diversa. Alcune evocano il rapporto profondo con la natura e il paesaggio lucano, altre parlano di comunità, memoria e appartenenza. I colori si accendono sui muri, le figure sembrano osservare chi passa, i dettagli si svelano passo dopo passo. Vederle dal vivo, immerse nel contesto del borgo, permette di coglierne il senso più autentico: un’arte che nasce dall’incontro con il territorio e con chi lo abita.

Scultura e artista

Questo tour artistico ci ha restituito l’immagine di una Stigliano viva, creativa, capace di trasformare l’arte in linguaggio quotidiano. Un borgo d’arte che si attraversa con lentezza, dove ogni angolo può diventare scoperta e ogni opera è parte di un racconto collettivo. Qui l’arte non si guarda soltanto: si respira, si condivide, e continua a vivere attraverso le persone che la incontrano.

Leggende, racconti e immaginari del borgo

Drago di Stigliano

Durante il nostro percorso nell’arte, ci siamo immersi anche nelle antiche leggende e nei racconti popolari di Stigliano, storie tramandate oralmente che abitano ancora l’immaginario del borgo. Non si tratta di miti scritti o cristallizzati, ma di narrazioni vive, che cambiano voce in voce e che affondano le radici in un territorio aspro, misterioso, profondamente legato alla natura.

Scultura creature fantastiche

Tra queste emergono figure simboliche e creature fantastiche, presenze sospese tra realtà e immaginazione, come i monacelli, protagonisti di molte opere di Mario Sansone. Spiriti domestici, esseri ambigui, a volte protettivi e a volte dispettosi, che popolano le storie raccontate dagli anziani e che l’artista ha trasformato in sculture capaci di dialogare con il paesaggio.

In alcune narrazioni riaffiora anche l’idea di creature ancestrali, legate ai boschi, alle grotte e ai luoghi più selvaggi del territorio, simboli delle paure e delle forze della natura che l’uomo ha sempre cercato di interpretare. Non mostri da sconfiggere, ma presenze da rispettare, che raccontano il rapporto profondo tra la comunità e il suo ambiente.

Foto di gruppo a Stigliano

Camminando tra le opere e ascoltando questi racconti insieme alla popolazione, abbiamo avuto la sensazione che l’arte a Stigliano nasca proprio da qui: dalla memoria collettiva, dal non detto, dalle storie sussurrate e tramandate. Un patrimonio immateriale che, grazie all’arte, continua a prendere forma e a vivere nello spazio pubblico.

La Mandarra, con i suoi boschi e i suoi silenzi, è da sempre uno dei luoghi più narrati di Stigliano. Nei racconti della popolazione è uno spazio di confine, abitato da presenze invisibili, monacelli e figure senza nome, simboli di una natura potente e misteriosa. Storie tramandate oralmente, fatte di smarrimenti, apparizioni e ritorni inattesi, che non cercano spiegazioni ma rispetto. È da questo immaginario che nasce molta dell’arte diffusa del borgo: un’arte che non inventa, ma rielabora le paure, le leggende e i racconti condivisi, trasformandoli in segni visibili nello spazio pubblico.

Foto Community a Mandarra

Il Carnevale passa anche dalla tavola

A Stigliano il Carnevale si costruisce anche intorno a una tavola condivisa. In questi giorni abbiamo mangiato insieme alla popolazione, partecipato a momenti di grande convivialità, scoprendo quanto il cibo sia parte integrante del racconto collettivo del borgo.

Piatto salumi

Abbiamo avuto il privilegio di imparare e assistere alla preparazione del piatto simbolo del Carnevale stiglianese: la rafanata. Accompagnati dalla signora Rosa, custode di gesti antichi e di un sapere tramandato nel tempo, la preparazione si è trasformata in un momento divertente e familiare, fatto di racconti, risate e mani che lavorano insieme.

Cucinare la rafanata

Il protagonista di questo piatto è il rafano, una radice dal sapore deciso e pungente, che non cresce ovunque. Il rafano trova il suo ambiente ideale proprio in queste zone e in particolare a Stigliano, grazie a un territorio specifico, aspro e generoso allo stesso tempo, che ne favorisce la crescita e ne intensifica il gusto. Qui non è solo un ingrediente, ma un simbolo profondo di identità e appartenenza.

Grattugiato al momento e unito a uova, formaggi e altri ingredienti della tradizione, il rafano dà vita alla rafanata: un piatto forte, conviviale, pensato per essere condiviso, proprio come il Carnevale stesso. Prepararla e mangiarla insieme è stato un altro modo per sentirci parte di un’esperienza autentica, dove nulla è messo in scena e tutto è vissuto.

Rafanata a Stigliano

L’arte che nasce dalla comunità

È in questo clima che si comprende davvero il senso di un Carnevale #fattodanoi. Un Carnevale che nasce dal basso, costruito con orgoglio da chi il borgo lo vive ogni giorno. Qui anche l’arte segue la stessa logica: non è mai isolata, non è mai distante.

Le opere, i carri, le coreografie convivono con la vita quotidiana del paese, ne attraversano gli spazi, ne raccontano le relazioni. L’arte non osserva: partecipa. Non è decorazione, ma gesto collettivo.

Perché a Stigliano, come nei borghi vivi, vale una regola semplice e potentissima: l’arte vive solo se è condivisa.

Per concludere abbiamo con cosa abbiamo capito davvero attraverso questa esperienza che resta nel cuore?

Il Carnevale di Stigliano non è solo una festa.
È un atto d’amore verso il proprio paese.
È una prova di futuro.
È la dimostrazione che una comunità, quando sceglie di unirsi, può trasformare il fare insieme in arte, in bellezza.

Ormai ci siamo: la data del Carnevale di Stigliano è alle porte e l’attesa in paese si fa sempre più viva. Il borgo è pronto a trasformarsi ancora una volta in un palcoscenico di colori, musica ed emozioni condivise per la 40esima edizione. Il Carnevale si svolgerà il 14, 15 e 17 febbraio, con un ricco programma di eventi, sfilate e momenti di festa da scoprire sul profilo ufficiale @carnevalestiglianese, dove è possibile restare aggiornati su tutte le iniziative in calendario.

Questo viaggio è stato condiviso anche da altri membri della nostra community, come Anna e Paolo @mastatesempreingiro, che hanno raccontato la loro esperienza con uno sguardo personale e appassionato: qui puoi leggere il loro articolo per approfondire la scoperta di questo straordinario borgo d’arte.

PS. Seguici anche sul profilo Instagram BORGHI ITALIANI per vedere tutti i contenuti, trovi l'highligth STIGLIANO <3, nelle storie in evidenza. A prestissimo! 

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