Calvello

Un borgo che resta nel cuore: Calvello

Calvello è un piccolo centro ricco di tradizioni nel cuore della lucania, in provincia di Potenza , noto soprattutto per la tradizionale produzione di ceramica artistica.


Grazie ai ragazzi di Visit Calvello, organizzazione turistica di volontari digitali che con il supporto dell’Amministrazione comunale di Calvello si impegnano con passione nella promozione del loro territorio, Borghi Italiani ha potuto scoprire ed esplorare Calvello in ben due occasioni; una nel 2019 e a luglio 2020.

Il tour è stato voluto fortemente per promuovere il piccolo borgo e farlo conoscere in tutte le sue sfaccettature, dalle tradizioni,
all’enogastronomia, dalla cultura alla storia e alla natura circostante.

Perché visitare Calvello?

Calvello, il cui nome deriva dal latino caro et vellus (carne e lana), è un piccolo borgo tutto da scoprire. Con le sue case in pietra e i suoi vicoli raggiungibili solo a piedi, conserva un fascino ed atmosfera di un’altra epoca.
Nonostante sia davvero poco conosciuto al di fuori dalla Basilicata, il patrimonio artistico e monumentale di Calvello è considerevole. 

Passeggiando lungo il suo centro storico, incorniciato da fitte faggete che scendono dal monte Volturino, si scoprono botteghe artigiane in cui persiste la tradizionale produzione di ceramica artistica.

Un tour alla scoperta del paesino lucano.

Ricevere un invito per un tour di un weekend in un piccolo borgo lucano è già una garanzia per vivere un’esperienza straordinaria di vita autentica e all’insegna delle tradizioni.
Così è stato.
Insieme ai ragazzi di Yallers provenienti da tutto il sud Italia abbiamo vissuto due giorni intensi immergendoci nella vita del borgo.

Giorno 1

Arrivati in un sabato mattina di luglio siamo stati subito accolti dall’ospitalità lucana, davvero insuperabile. Iniziando con
un aperitivo mattutino a base di prodotti tipici lucani ci siamo radunati incontrando gli Yallers di Calabria, Campania, Puglia e ovviamente Basilicata.

Prima tappa l’antico Convento di Santa Maria de Plano e la Chiesa dove abbiamo potuto scattare qualche foto. Il luogo
davvero suggestivo ha una chiesa molto antica fondata dai benedettini intorno al 1145. Il convento con chiostro, invece, è stato costruito dai francescani alla fine del secolo XVI, probabilmente sui resti di un impianto già esistente. Gli affreschi e i dipinti sulle volte sono risalenti ai secoli XVII e XVIII raccontano la storia del luogo ci hanno affascinato.

Dopo una nuova degustazione di prodotti tipici e un pranzo abbondante in vero stile lucano abbiamo avuto il piacere di partecipare ad una dimostrazione davvero interessante.

I prodotti tipici sono anch’essi parte integrante della vita e delle tradizioni dei borghi. La mozzarella prodotta a Calvello con la sua particolare lavorazione, a cui abbiamo potuto assistere nel Caseificio Il Casaro, è un prodotto unico. Le foto parlano da sé anche se il sapore non si può certo spiegare con degli scatti…dovrete assaggiare per scoprirlo.

Calvello ci ha offerto anche la possibilità di passare una serata fotografica differente. Da una prospettiva speciale abbiamo potuto fare dei bellissimi scatti in notturna immortalando così la bellezza del borgo anche la sera.

Giorno 2.

La domenica è iniziata subito con una visita in uno dei luoghi d’interesse storico del borgo: il Castello. Il Castello di Calvello è di origine normanna e risale al XII sec. e si erge sulla cima di un promontorio dominando l’intero centro.

Al suo interno abbiamo potuto partecipare a un altro laboratorio riguardante la vera punta di diamante di Calvello, la tradizione centenaria per cui è conosciuto: la ceramica artistica. E’ stato divertente e interessante osservare e provare a lavorare la ceramica secondo l’antica tradizione.

Dopo un nuovo pranzo all’agriturismo Hotel Ristorante Pietrapanna e una dimostrazione su come si fa la pasta tipica della tradizione lucana: gli strascinati. Le conoscete? Sono una sorta di orecchiette ma molto più grandi e aperte.

Prima dei saluti era necessaria una passeggiata rigenerante per vivere e conoscere anche l’aspetto naturalistico del borgo. Un bel giro tutti insieme percorrendo il sentiero della Ferrovia, nel bosco intorno al paesino ha chiuso in bellezza questo weekend che ci è rimasto nel cuore.

Il cibo e l’ospitalità di Calvello.

Può un borgo così piccolo offrire una varietà ed un’offerta gastronomica così ampia? La risposta, per Calvello, è decisamente si!

Abbiamo potuto gustare la tipicità regionale per eccellenza: i peperoni cruschi. Abbiamo assaggiato questa specialità presso il “Bar pizzeria l’Arcobaleno”. I peperoni sono di un colore rosso intenso e hanno un sapore dolce.

Pensate, le origini di questo cibo risalgono al XVI secolo; per opera e merito degli aragonesi, che lo importarono in Italia direttamente dalle colonie spagnole delle Antille. 

Per preparare il peperone crusco viene abitualmente utilizzato il peperone di Senise IGP, una particolare tipologia simile per il colore e la forma ai tradizionali peperoncini piccanti ma con un gusto differente, caratterizzato da note dolci. Per la produzione si procede con una frittura iniziale per pochi secondi. Il peperone diventa croccante grazie ad un vero e proprio shock termico, durante il quale assume appunto la sua tipica consistenza “crusca”.

Ringraziamo ancora una volta i ragazzi dell’organizzazione Visit Calvello e il Comune di Calvello che ci hanno ospitato in questo tour volto a valorizzare un borgo stupendo, le sue tradizioni e la sua cultura. Vi invitiamo a visitarlo certi che si rivelerà un’esperienza unica.

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