Querceto e il Castello Ginori

Querceto e il Castello Ginori

Nel cuore della Toscana, più precisamente nella Val di Cecina, a pochi chilometri dalla meravigliosa città di Volterra, c’è un luogo magico e poco conosciuto, dove il tempo sembra essersi fermato, trattenuto dall’edera che infesta i suoi muri: parlo del minuscolo borgo medievale di Querceto, e del suo maestoso castello da cui il borgo prende il nome, di proprietà della famiglia Ginori Lisci.

Si arriva al borgo solo percorrendo due strade; una tra le colline, l’altra passando per un fitto bosco, e man mano che si procede tra una curva e l’altra, quando le colline e la vegetazione lo permettono, si inizia a scorgere la torre del castello.

Le origini del borgo risalgono all’anno Mille; in epoca medievale Querceto rivestiva notevole importanza sia per la sua potenza militare sia per le tante risorse naturali presenti nel suo sottosuolo: in primo luogo le su sorgenti di acqua salata, chiamate “moie”, poi diversi minerali come l’argento, il rame e il mercurio, ma anche il vetriolo e l’allume che costituivano una merce molto ricercata sui mercati internazionali del Medioevo, merci ricercate a tal punto da rendere il borgo protagonista di numerosi eventi bellici atti ad impadronirsene.

Dopo due secoli segnati da scontri armati e rivolte nel volterrano, nel 1430 il castello fu occupato e saccheggiato dalle truppe di Giangaleazzo Visconti, duca di Milano.

Successivamente, nel 1447, Querceto fu conquistata dalle truppe di Alfonso d’Aragona, re di Napoli, sceso in guerra contro Firenze.

Il Cinquecento fu contrassegnato dalla dominazione fiorentina finche, nel 1543, la famiglia Lisci di Volterra si insediò a Quercetano.

Nel 1786 l’ultima discendente dei Lisci, Francesca, sposò il Marchese Lorenzo Ginori. Con l’avvento dei Ginori finì un periodo nero per Querceto, caratterizzato da carestie e miseria che perdurarono fino al 1814, anno in cui Carlo Leopoldo ereditò dalla madre Francesca la fattoria di Querceto; da allora le terre ed il castello sono rimasti della famiglia Ginori.

Carlo Leopoldo mise in pratica numerose innovazioni nei sistemi di coltivazione, aumentando la resa dei terreni, e si impegnò in particolare per favorire l’allevamento del bestiame ed il miglioramento delle razze.

Nel Novecento sono stati Lorenzo e suo figlio Leonardo a dare un nuovo impulso allo sviluppo agricolo di questo borgo, contribuendo a rendere la fattoria di Querceto un’azienda agricola molto conosciuta sia a livello nazionale che internazionale, oggi meta di numerosi turisti amanti del buon vino toscano. Negli ultimi anni il borgo è stato progressivamente restaurato, cercando di mantenere il più possibile la struttura originaria; al suo interno è stato ricavato un resort, così come molte camere sono state ricavate dal restauro degli edifici sottostanti il castello; questa opera di restauro e valorizzazione è stata fatta con talmente tanta cura che camminando tra i suoi vicoli si ha davvero la sensazione di essere in un’altra epoca. La sua posizione gode di un panorama mozzafiato da ogni angolo e ,al centro, svetta la torre ricoperta di vite americana che, alla fine dell’estate, dona una sfumatura di colore degna di un quadro impressionista.

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