Fortezza di Montagnana

La fortezza di Montagnana

La città di Montagnana deve la sua grande fama all’imponente cinta muraria che la circonda; questa è, infatti, la città veneta che meglio ha saputo conservare il suo più famoso monumento, fortemente voluta dai signori Da Carrara a metà de 1200, conservato così bene che possiamo affermare con una certa sicurezza che non c’è differenza tra ciò che vediamo oggi e ciò che vedevano nel XIV secolo osservando questa fortezza.

Caratterizzata a nord e sud dalla presenza di torri (ben 24, dalla forma semiesagonale) , la cortina muraria si estende per circa due chilometri ed è circondata da un ampio fossato la cui acqua proviene dal fiume Frassine, che scorre a un paio di chilometri dalla città, tramite il Fiumicello, un antico canale fortificato medievale.

Mura di Montagnana
Mura di Montagnana

Se il secolo XIV fu caratterizzato dalla costruzione delle mura, opera degli ambiziosi signori padovani Da Carrara, il secolo successivo vide il lavoro pacifico di tutta la comunità di Montagnana, unita nella costruzione del suo edificio cittadino: il Duomo.

Il Duomo, voluto dai suoi cittadini per rendere omaggio la grandezza della città, non rappresentava quindi soltanto il luogo del culto, ma anche il cuore spirituale di Montagnana e il sacrario della storia e delle glorie cittadine. L’edificio è intitolato a S. Maria Assunta, dal 1426 patrona di Montagnana, che si festeggia il 15 agosto.

Cenni storici su Montagnana

Le testimonianze più consistenti sono composte da reperti che illustrano le attività domestiche ed artigianali della fine dell’Età del bronzo e degli inizi dell’Età del ferro (XII – VIII sec. a. C.), provenienti dall’attuale area di Borgo San Zeno, all’epoca lambita dall’antico corso dell’Adige.

Dell’epoca romana sono documentate varie ville rustiche e sepolcreti: tra questi il più importante è quello della Gens Vassidia, scoperto nel 1974,ad un chilometro circa, dall’attuale centro storico. Assegnabile al I secolo d.C. si compone di varie stele, tra cui quella grandiosa in biancone decorata a bassorilievo di Postumulena Sabina; tra gli oggetti di corredo della necropoli spiccano per abbondanza i vasellami di vetro. I Romani operarono una bonifica della zona con interventi di arginatura dell’Adige, che nel 589 d.C. – a seguito della “rotta della Cucca” – deviò il proprio corso più a sud.

Il luogo dove sorge la città è un dosso leggermente sopraelevato sulla campagna circostante: da ciò sembra derivare, verosimilmente, il toponimo Motta Æniana, con riferimento alla mansio Anneiano, citata nell’Itinerarium Antonini (III secolo d.C.), quale tappa intermedia del percorso tra Aquileia e Bologna. Per la sua posizione strategica, Montagnana fu inizialmente fortificata contro le invasioni degli Ungari.

Nel 1405 la città si consegnò a Venezia: al tramonto della sua importanza strategica militare subentrò una fioritura delle attività agricole, artigianali e commerciali che favorì l’insediamento di facoltose famiglie, legate alla Serenissima.

Nel 1431 iniziò il cantiere per la costruzione della nuova chiesa madre cittadina, che si concluderà solo nel 1502, conciliando i tratti iniziali del periodo gotico a quelli del pieno rinascimento. Alla caduta della Serenissima, nel 1797, Montagnana seguì le sorti dell’area veneta. Con decreto dell’imperatore Francesco I d’Asburgo del 1826 le fu assegnato formalmente il titolo di città. Nel luglio del 1866 aprì le porte alle truppe dell’esercito italiano, divenendo parte del nuovo Regno.

Nel 1885 venne inaugurata la ferrovia che congiunge Montagnana a Legnago e alla linea Padova-Bologna; per permettere il collegamento del centro storico alla nuova stazione, fu aperta sulle mura, verso sud, Porta XX Settembre, secondo i consigli dell’architetto Camillo Boito. Durante la II Guerra Mondiale le mura non subirono danni, tranne qualche colpo di cannoncino sparato da un cacciabombardiere contro il Mastio di Castel San Zeno e due bombe alleate che produssero un cratere sull’angolo sud-est del fossato e due fori, dovuti a schegge, sul lato meridionale.

Il prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP

Importantissima, nel panorama di Montagnana, è la produzione del prosciutto crudo dolce di Montagnana “Veneto Berico-Euganeo” DOP (Denominazione di Origine Protetta).

Prosciutto Veneto di Montagnana

Era già in auge nel 1400. Michele Savonarola, medico, dietologo e gastronomo padovano ne parla nel suo “Libreto de tute le cosse che se manzano”, là dove cita un aneddoto che ha per protagonista un ebreo di Candia convertito al cristianesimo, al quale fa dire, dopo il primo assaggio di un prosciutto: ”Se avessi immaginato che era così buono, mi sarei battezzato già dieci anni prima”. Secondo lo storico Massimo Alberini, autorevole storico della cucina italiana, è ipotizzabile che si sia trattato di uno di quei prosciutti “di Montagnana” (ora Veneto Berico Euganeo, quindi), dove la tradizione plurisecolare della loro lunga stagionatura poggia su solide documentazioni.

Eventi e Monumenti da non perdere!

Oltre alla cinta muraria, visitabile a piedi e prenotabile presso l’ufficio turistico della città, da non perdere vi sono il Castello di San Zeno, la Rocca degli Alberi, il Duomo, la Chiesa di San Francesco, Palazzo Pisani e l’ex Chiesa di San Benedetto.

Non solo arte e cultura a Montagnana; molti sono infatti gli eventi spalmati nell’arco dell’anno, e ce ne sono davvero per tutti i gusti; si inizia a maggio, il terzo fine settimana del mese, con Festa del Prosciutto Veneto Berico Euganeo “Crudo dolce di Montagnana” d.o.p. , si prosegue poi con la Sagra dell’Assunta, il giorno di Ferragosto; per gli amanti dell’atmosfera medievale settembre regala il Palio dei Dieci Comuni del Montagnanese, la prima domenica del mese, e si termina l’anno in bellezza, con il Capodanno Medievale, il 31 dicembre. Grazie alla valorizzazione del suo cospicuo patrimonio culturale, dell’ambiente circostanete e della cultura e ospitalità, Montagnana si è aggiudicata due importanti premi: il primo, nel 2003, l’assegnazione del marchio di qualità “Bandiera Arancione” da parte del Touring Club Italiano, e nel 2014 quello dei “Borghi più belli d’Italia”.

La Redazione

Si ringrazia la ProLoco Montagnana.

Parte storica tratta in parte da “Montagnana Itinerario turistico”, di A. Costantini, edizione 2002, Ass.ne Pro Loco Montagnana e da testi del dott. Stefano Baccini (Settore Servizi Culturali)

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