romano canavese

3 cose da sapere su Romano Canavese

Romano Canavese è un antico borgo appartenente al territorio della città Metropolitana di Torino immerso nel cuore del “verde Canavese”, appoggiato sulle pendici di una collina ricca di boschi e vigneti che domina la vasta pianura sottostante. Un paesaggio da subito riconoscibile come piemontese doc.

Un piccolo borgo poco conosciuto da valorizzare e scoprire.

Scopriamo insieme alcune curiosità su questo piccolo centro affascinante del Piemonte.

1. La storia del borgo

Romano Canavese ha una storia antichissima che risale addirittura agli antichi romani, da qui il nome del borgo. Secondo alcune fonti sarebbe il primo centro abitato avrebbe avuto origine in prossimità dell’accampamento militare (Castra) usato dai Romani nel
143 a.C..
Durante l’Alto Medioevo ebbe grande importanza come centro. Addirittura Carlo Magno tenne sotto le sue mura uno dei suoi Campi di Maggio, le assemblee plenarie del popolo franco che erano degli eventi di alto rilievo per l’epoca.

Intorno all’anno Mille, il castello, il borgo e il territorio di Romano Canavese erano parte di un feudo in possedimento del vescovo di Ivrea.
Nel XIV secolo anche Romano fu coinvolto nella “Rivolta dei Tuchini”, un moto di ribellione dei contadini vessati dai nobili
ancora ricordato nello storico Carnevale d’Ivrea.

Durante queste drammatiche vicende il Castello di Romano Canavese venne distrutto e ne rimase intatta solo una torre. Questa antica Torre è tuttora il simbolo del paese. In questo periodo il territorio romanese fu dei Savoia e, a fasi alterne, del vescovo di Ivrea.

Si ricorda anche il valore di Romano nell’arte della stampa; vi ebbero origine alcuni stampatori che furono a Venezia (1499) e a Lione (1500).

Nel XVII secolo Romano Canavese è raccontata come una delle fortezze inespugnabili nella “Guerra del Monferrato”, combattuta dai Savoia contro i Francesi.
Una curiosità? Potreste trovare Romano Canavese illustrata in un dipinto ora esposto al Museo di Versailles. La tela rappresenta la “Battaglia del Chiusella” tra le armate napoleoniche e gli Austro-Piemontesi, nel 1800 avvenuta proprio a Romano.

Un personaggio illustre di Romano Canavese, figura di spicco di questa battaglia fu Giacomo Pavetti, romanese, generale di Napoleone. È di quest’epoca il vecchio ponte lungo l’antica strada che
unisce Aosta a Torino.


Romano Canavese divenne famoso infatti come luogo della seta.
Dal XVIII secolo infatti tutte le famiglie allevavano i bruchi per produrre poi il preziosissimo materiale tessile.
A causa di una serie di circostanze e della costruzione della linea ferroviaria da Chivasso a Ivrea, a metà del XIX secolo, il
paese viene emarginato e inizia un declino durato fino agli anni Sessanta del XX secolo.

Lo sviluppo della grande azienda Olivetti segnò il rilancio di Romano Canavese negli anni de.
Vari elementi storici ancora ben conservati ci raccontano l’antica storia del borgo, tra cui: la Torre del castello, il Ricetto, le chiese e i vari palazzotti nobiliari. Anche il centro storico del XVIII secolo, uno tra i più conservati della zona, merita di fare un’attenta passeggiata tra i vicoli alla ricerca degli scorci più suggestivi.

romano canavese

2. La Torre quadrata

La Torre Quadrata è il vero simbolo del borgo è una torre di vedetta, chiusa, risalente al XIII secolo, tardo medioevo. La torre è menzionata negli statuti di Romano del 1315. Da questo testo storico evinciamo la sua funzione di vedetta: venivano chiamati “con grida” gli uomini del borgo, in caso di pericolo.

Misura 5,50 x 5,40 metri alla base; l’altezza è di 27 m circa. In origine la torre era dotata di merli ed era alta circa 25 m. Vi fu installato un orologio e, in un dipinto databile attorno al 1800, si può vedere la struttura originaria, prima che venisse costruita la cella campanaria. La parte inferiore della torre, invece, non ha subito rimaneggiamenti.

La torre è costruita in mattoni e non presenta decorazioni, come tipico dell’epoca. I muri hanno lo spessore di 1,60 m alla base e sono composti da un paramento esterno e da uno interno, spessi 20-25 cm ciascuno; la cavità interna è riempita con sassi e pezzi di mattone, misti a malta.

La porta antica d’accesso è attualmente a sei metri dal piano di campagna; per accedervi doveva essere usata una scala di legno o di corda, rimovibile in caso di pericolo. Nella parete verso ovest la torre presenta una profonda fenditura, provocata da un fulmine il 5 maggio 189.

3. Feste e tradizioni

Anche un piccolo borgo come Romano Canavese ha le sue tradizioni popolari da raccontare che animano il paesino.

A giugno nel Giugno Romanese eventi enogastronomici, culturali e sportivi si alternano per tutto il mese.

La Sagra paesana più importante si svolge all’aria aperta presso il parco della torre campanaria ed è organizzata dalla Proloco e dalle associazioni del Paese. Qui si possono assaggiare le prelibatezze alla griglia di carne tipiche del territorio, le costine e salamelle di Romano Canavese con tomini in bagna verde tipici delle famiglie contadine.

Altra festa dove la gastronomia la fa da padrone è il Carnevale. Le tradizioni ancora vive che caratterizzano questa settimana di festa sono quella dei fagioli grassi, l’accensione dei “paroj” il venerdì sera con l’uscita dei personaggi del carnevale romanese, Console e Domina. Questi fantocci sono di rame e vengono posizionati al centro della piazza della chiesa parrocchiale dove verranno cucinati fagioli e cotiche per tutta la notte e distribuiti secondo tradizione.

Sono rinomati come fagioli grassi perché non viene utilizzato nulla se non fagioli e grasso delle stesse cotiche che rilasciano. La particolarità è la cottura lenta notturna e con foglie di alloro.

La festa patronale di San Prospero si celebra invece a Settembre. Tra le varie manifestazioni la serata dei bolliti piemontesi con le salse tipiche della zona è sicuramente la più amata.

Se vi incuriosisce questo piccolo borgo piemontese non potete non andare a vedere il racconto di un altro piccolo borgo del Piemonte, Moncenisio, e scoprirne la sua particolarità.

4. La Fondazione Arte Nova

La Fondazione culturale Arte Nova nasce nel 2011 a Romano Canavese. Di carattere artistico e museologico, è una fondazione senza fini di lucro.

Lo scopo è quello di favorire la diffusione della cultura Liberty ed Art Nouveau attraverso mostre, musica e conferenze. I fondatori, Giorgio Lorenzon e Cristina Ariagno, con la collaborazione dello Staff e grazie all’ aiuto di entusiasti volontari, stanno lavorando per rendere l’attività della Fondazione un punto di riferimento culturale per la valorizzazione di Romano e del Canavese.

La Fondazione Arte Nova organizza ogni anno, indicativamente da metà aprile a metà luglio, una mostra di livello nazionale dedicata al Primo Novecento. 

Potete scoprire di più sulla Fondazione Arte Nova sul sito web ufficiale.

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